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Artrite reumatoide: Tofacitinib, il primo DMARD orale da 10 anni


La Food and Drug Administration ( FDA ) ha approvato Xeljanz ( Tofacitinib ), un nuovo farmaco orale per il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva, forma grave, nei pazienti con inadeguata risposta o non-tolleranti il Metotrexato ( Methotrexate ).

Xeljanz appartiene a una nuova classe di DMARD ( farmaci antireumatici modificanti la malattia ), denominata inibitori della Janus chinasi ( JAK ).

Tofacitinib viene somministrato per os, in monoterapia o in associazione con Metotrexato o altri DMARD non-biologici.
E’controindicata l’associazione di Tofacitinib con i farmaci biologici e con Azatioprina e Ciclosporina.

I dati di efficacia hanno dimostrato che, rispetto al placebo, Tofacitinib 5 mg o 10 mg BID migliora in modo statisticamente e clinicamente significativo la mattai in diversi domini: segni e sintomi, risposte ACR20 ( endpoint primario ), ACR50, ACR70), i tassi di risposta e la percentuale dei pazienti che raggiungono DAS28-4 inferiore a 2.6 ( endpoint primario ); lo stato di funzione fisica alla scala HAQ-DI ( endpoint primario ); fatica, alla scala FACIT-fatica ( un significativo miglioramento della fatica rispetto a placebo è stato dimostrato sia per Tofacitinib 5 BID sia 10 mg BID al mese 3 in ciascuno degli studi di fase 3 ); qualità di vita correlata alla salute alla scala Short Form ( SF-36 ) Health Survey ( miglioramento statisticamente significativo al mese 3 in almeno un gruppo di dosaggio ( 5 o 10 mg BID ), rispetto al gruppo placebo, per tutti i domini SF-36 e le loro componenti in ciascuno degli studi di fase 3 ).

La inibizione della progressione del danno strutturale misurata come variazioni rispetto al basale alla scala mTSS era un endpoint primario in un unico studio di fase 3 ( studio 1044/Scan ); la differenza rispetto al placebo nei cambiamenti medi alla scala TSS modificata nel sesto mese ( endpoint primario ) è risultata statisticamente significativa per il gruppo 10 mg BID.
La percentuale di pazienti che non hanno avuto progressione radiografica al 6° e al 12° mese è risultata significativamente differente dal placebo per i gruppi sia 5 mg sia 10 mg BID ( p-value nominale inferiore a 0.05 ).
L’effetto di Tofacitinib sulla inibizione della progressione del danno strutturale è stata mantenuta fino a 1 anno.

L’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti ha approvato Tofacitinib al dosaggio di 5 mg da assumere due volte al giorno.

Xeljanz è stato approvato con un programma REMS ( Risk Evaluation and Mitigation Strategy ) per informare gli operatori sanitari e i pazienti del possibile rischio di insorgenza di gravi eventi avversi.

La società produttrice, Pfizer, si è impegnata a condurre uno studio di post-commercializzazione per valutare la sicurezza di Tofacitinib nel lungo periodo. Inoltre verrà valutato Tofacitinib nel trattamento dei pazienti pediatrici con artrite idiopatica giovanile poliarticolare.
Pfizer fornirà anche dati aggiuntivi sul dosaggio di 10 mg.

Come altre terapie che riducono l'infiammazione, sottostante alla malattia, nella artrite reumatoide, Tofacitinib ha profili di sicurezza e di rischio potenziale, associati al suo meccanismo immunomodulante.
Tofacitinib può causare gravi infezioni, tra cui tubercolosi ed herpes zoster, neoplasie, tra cui il linfoma, riduzione della conta dei neutrofili, e aumento dei lipidi.
Il profilo complessivo di sicurezza di Tofacitinib, alle dosi di 5 o 10 mg BID, è generalmente sovrapponibile a quello osservato nei pazienti con artrite reumatoide attiva, moderata a grave, trattati con i DMARD biologici e non-biologici.

La terapia con Tofacitinib è anche associata a variazione di alcuni valori di laboratorio. Diminuzioni dose-dipendente dei neutrofili e dei cambiamenti dei livelli di emoglobina sono stati raramente associati con eventi avversi, quali neutropenia o anemia.
Piccoli aumenti della creatinina sierica e della creatin-chinasi sono stati rilevati; tuttavia non sembrano rappresentare significativi rischi per la sicurezza.
Sono stati notati aumenti dei lipidi, ma non sembrano aumentare il rischio cardiovascolare.
Gli aumenti delle transaminasi epatiche sono stati attentamente valutati, tuttavia il potenziale di tossicità epatica sembra essere basso con Tofacitinib. ( Xagena2012 )

Fonte: FDA, 2012


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